Antiossidanti e vitamine in caso di ovaio policistico

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Alcuni ricercatori iraniani hanno di recente condotto una revisione sistematica della letteratura con l’obiettivo di indagare il ruolo di antiossidanti e vitamine in caso di ovaio policistico (PCOS), per stabilire se tali sostanze possano contribuire efficacemente alla gestione di questa sindrome.

 

La PCOS è una patologia endocrinologica ad altissima diffusione tra le donne in età riproduttiva.
Complessa nelle manifestazioni e nelle ripercussioni sulla salute (può indurre la comparsa di disfunzioni ginecologico-riproduttive e metaboliche con le relative implicazioni psicologiche), ad oggi non ha ancora conosciuto una gestione idonea a prevenire le sue complicazioni. Le terapie attualmente in uso, infatti, spesso si dimostrano efficaci solo nel ridurne i sintomi.

 

Una tra le possibili alterazioni alle quali la PCOS può condurre è una sensibile riduzione dei livelli di antiossidanti e di vitamine nell’organismo: proprio questo elemento ha indotto i ricercatori a chiedersi se una supplementazione di tali sostanze possa essere di beneficio alle donne affette dalla sindrome.
I dati disponibili sull’argomento offrono risultati spesso controversi, ed è per tale ragione sono stati oggetto della revisione sopracitata, pubblicata sulla nota rivista Iranian Journal of Reproductive Medicine.

 

I ricercatori hanno effettuato la raccolta degli studi attraverso banche dati persiane e internazionali, selezionando tra circa 440 indagini quelli più idonee a formulare una risposta alla domanda di partenza.

 

I risultati della revisione suggeriscono che i molti studi condotti fino ad oggi, pur necessitando di ulteriori approfondimenti, hanno riconosciuto alcuni effetti positivi degli antiossidanti e delle vitamine per donne colpite da PCOS.

In particolare, tra le sostanze prese in esame spiccano le potenzialità del calcio e della vitamina D nel favorire la funzionalità ovarica, nel ridurre la concentrazione degli androgeni e nel contrastare i disturbi mestruali.

 

È stata inoltre riconosciuta l’utilità degli acidi grassi Omega-3 nella regolazione dell’equilibrio ormonale e dei livelli di glucosio ematico, così come anche nella protezione dei rischi cardiaci.

 

Gli studi hanno preso in esame anche la N-acetilcisteina, evidenziandone gli effetti benefici sui livelli di insulina circolante, sull’ovulazione, sull’equilibrio ormonale e sullo stress ossidativo, spesso compromessi in presenza di ovaio policistico.

 

La revisione ha inoltre confermato la preziosa funzione svolta dalle proteine della soia, capaci di intervenire positivamente nella prevenzione dei disturbi metabolici e cardiovascolari ai quali sono particolarmente esposte le donne con PCOS; tra le vitamine e gli antiossidanti presi in considerazione, anche lo zinco può aiutare a ridurre i fattori di rischio cardio-vascolari e metabolici, tendenzialmente più elevati in caso di sindrome dell’ovaio policistico.

 

Infine, anche l’acido folico si è dimostrato una molecola utile per via della sua capacità di regolare i livelli di omocisteina, andando a regolare il metabolismo e la fertilità.

 

Ostetrica Lucia Cappelletti

Link alla fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4306978/

 

 

 


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