Batteri nella placenta? Esistono e si ricerca la loro funzione ▼

placenta microbiomaLa placenta, struttura deputata alla protezione del feto e al trasporto di ossigeno e nutrienti, è sempre stata considerata sterile.
Quest’asserzione, si scontra oggi con i risultati dello studio condotto dal Baylor College of Medicine che invece, conferma la presenza di un microbioma all’interno dell’ambiente intrauterino. Cerchiamo di capire meglio su che cosa si fonda la ricerca e quali frontiere si possono raggiungere alla luce dei risultati trovati.

 

1. I più importanti cardini della ricerca
La ricerca, che porta le firme della dottoressa Kjersti Aagaard e Maxim Seferovic, si fonda sull’impiego di una nuova tecnica di imaging che consente di acquisire dettagli importanti sfruttando l’etichettatura dell’RNA batterico. Il protocollo utilizzato prevede, inoltre, di ridurre al minimo la percentuale di contaminazione e questo permette agli esperti di definire con estrema precisione la posizione dei batteri all’interno della placenta.

Dai risultati di questo importante studio emerge che non vi sono differenze sostanziali in termini numerici tra i batteri riscontrati in gravidanze a termine rispetto alle pretermine mentre esistono differenze dei ceppi batterici.

 

2. I ruoli dei microbi nell’ambiente intrauterino
Gli specialisti, come precedentemente accennato, hanno sempre considerato la placenta una struttura sterile. I primi dubbi arrivano, però, nel 2011 quando la dottoressa Indira Mysorekar preleva e analizza circa un centinaio di campioni di placente (derivanti da parti a termine e pretermine).
Le analisi condotte al microscopio rivelano che circa un terzo dei campioni contiene batteri, ma non si riscontrano segni di infiammazione e/o cellule immunitarie nelle loro vicinanze.
Oltre ad alcune critiche sollevate circa la possibilità di un artefatto determinato dalla contaminazione dagli strumenti utilizzati, nascono anche le prime ipotesi dell’esistenza di un microbioma prenatale.

Alla luce di quanto scoperto, si ipotizza la possibilità di plasmare il sistema immunitario del feto al fine di prevenire affezioni quali allergie, asma e altre patologie.
La ricerca non si ferma e va ben oltre per definire il profilo microbico associato alle nascite pretermine ed eventuali complicanze della gestazione.

 

 

 

Fonti Bibliografiche:

Could baby’s first bacteria take root before birth?

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