Coronavirus e cura. Qual é l’importanza delle cellule staminali?

corona

 

C’è una cura per il virus SARS-CoV-2?
La risposta a questa domanda purtroppo è ancora no.
Biologi di tutto il mondo stanno lottando contro il tempo per trovare un vaccino efficace contro il virus ma sicuro anche per la salute dell’uomo.
Al momento, negli ospedali in cui sono ricoverati pazienti affetti da Coronavirus, si stanno seguendo diverse strade per poter migliorarne le condizioni di salute e per salvare addirittura la loro vita.

I primi che sono stati usati, ad esempio all’ospedale Spallanzani di Roma, sono stati farmaci antivirali.
Sono farmaci scoperti ed utilizzati in passato contro altri virus come l’Ebola, l’HIV e la MERS. A Napoli invece hanno preso in considerazione un farmaco diverso, un antinfiammatorio utilizzato contro l’artrite reumatoide.
Questo farmaco non è una terapia diretta contro il virus ma contro la risposta infiammatoria con cui l’organismo reagisce difendendosi dal virus stesso.

 

DUE NUOVE SCOMMESSE
Dalla Cina però arrivano consistenti aiuti anche per quanto riguarda una possibile cura.
È grazie ai medici cinesi che si stanno percorrendo strade nuove come ad esempio l’uso del plasma dei pazienti guariti. Il plasma è una componente del sangue che contiene un’elevata concentrazione di anticorpi in grado di combattere il virus.
Un’altra speranza che arriva dalla Cina riguarda il trattamento con cellule staminali mesenchimali lanciata da chinaXiv.org, l’archivio di pubblicazioni scientifiche dell’Accademia Cinese delle Scienze.
Ci sono 14 studi clinici condotti in Cina sulle MSC, e uno studio clinico condotto a Pechino ha dimostrato che le MSC sono naturalmente immuni al Sars-CoV. Queste cellule staminali producono fattori antinfiammatori che sembrano contrastare il meccanismo alla base del danno d’organo indotto dal virus. Ne’ l’infusione effettuata al Baoshan People’s Hospital ne’ i trattamenti condotti a Pechino hanno prodotto effetti collaterali evidenti. Le MSC, quindi, sono ben tollerate dai pazienti. Secondo gli esperti di Pechino, le MSC agirebbero migliorando il microambiente polmonare, inibendo l’attivazione eccessiva del sistema immunitario, promuovendo la riparazione dei tessuti, proteggendo le cellule epiteliali degli alveoli nei polmoni, prevenendo la fibrosi polmonare e migliorando la funzionalità dei polmoni. Secondo Liang e colleghi l’infusione di MSC da sangue del cordone ombelicale “potrebbe essere una scelta ideale”, anche in combinazione con altri agenti immunomodulanti.

 

MA… COSA SONO LE CELLULE STAMINALI DEL CORDONE OMBELICALE?

Le cellule staminali sono cellule che, a prescindere dalla loro provenienza, non sono specializzate e sono in grado di generare diversi tipi cellulari di cui sono costituiti i nostri tessuti, gli organi e l’intero organismo.
Nell’uomo esistono tre fonti accessibili di cellule staminali: midollo osseo, tessuto adiposo e sangue cordonale.
Il prelievo delle cellule staminali può avvenire dal sangue del cordone ombelicale del bambino subito dopo la nascita e questo tipo di raccolta risulta essere il metodo più facile e meno invasivo rispetto agli altri.
Il cordone ombelicale del neonato contiene cellule molto importanti: il sangue cordonale è il sangue che rimane nei vasi del cordone ombelicale dopo che il bambino è nato ed il cordone è stato tagliato, è ricco di cellule staminali ematopoietiche mentre il tessuto cordonale e la placenta contengono cellule staminali mesenchimali, utilizzate in Cina contro il coronavirus.
Le cellule staminali ematopoietiche del sangue cordonale sono in grado di generare tutte le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine..) e vengono utilizzate nella cura delle malattie ematologiche e del sistema immunitario (come leucemie, linfomi, anemie..).
Le cellule staminali mesenchimali del tessuto cordonale e della placenta, hanno grandi potenzialità rigenerative, hanno la capacità di sostituire le cellule malate e ripristinare la funzionalità dei tessuti o degli organi danneggiati.
Le cellule staminali estratte dal cordone ombelicale possono essere congelate e conservate fino al momento in cui ne è richiesto l’utilizzo senza subire cambiamenti funzionali.
L’utilizzo delle cellule staminali cordonali nelle terapie è iniziato nel 1989. Il primo trapianto con cellule staminali cordonali è stato effettuato a Parigi dalla Prof.ssa Eliane Gluckman. Il paziente, Matthew Farrow di 5 anni era affetto da Anemia di Fanconi.
Le cellule provenivano dal sangue cordonale della sorella. Il bambino dopo il trapianto è completamente guarito. Oggi possono essere curate oltre 80 malattie con le cellule staminali cordonali.
Dal 1989 fino d’oggi sono stati effettuati circa 40.000 trapianti di cellule staminali cordonali e il numero è in continua crescita, come è in forte crescita il numero delle sperimentazioni cliniche con utilizzo di cellule staminali. La ricerca sta andando avanti.

Se sei in dolce attesa informati sull’importanza delle cellule staminali cordonali, non avrai una seconda occasione per conservarle.

 

Ufficio Stampa Famicord

 

Fonte:
www.chinaXiv.org
www.ansa.it
www.adnkronos.it

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Redazione

La redazione di Ginecologia è costituita da operatori sanitari del settore ostetrico ginecologico.

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