Farmaci in gravidanza. Il paracetamolo

Quali medicine assumere durante la gravidanza?
Ed è vero che alcuni prodotti, innocui nel primo trimestre, possono scatenare problemi nei mesi seguenti? Domande legittime, alle quali i medici riescono a dare risposte via via più complete con il progresso continuo delle ricerche.

Uno dei farmaci maggiormente adoperati in tutte le fasi della gravidanza, dell’allattamento e nella prima infanzia è il paracetamolo, appartenente alla classe dei FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei). Ma, contrariamente agli altri Fans, non risulta dannoso per la mucosa gastrica, e dunque si può prenderlo anche a stomaco vuoto.

Il paracetamolo è indicato per sedare febbre e sintomi influenzali, cefalee, nevralgie, dolori post operatori
Si tratta d’una molecola dotata di spiccata azione analgesica e antipiretica, che – presa sempre dietro consiglio del medico curante –  ha scarsi o nulli effetti collaterali.
Difatti, rispetto ad altri farmaci, questo antidolorifico fornisce un buon margine di sicurezza.

Quali sono le controindicazioni per la gestante?
Poche, e tutte a carico della funzionalità del fegato, sul quale può convergere la potenziale tossicità del farmaco.
Tant’è vero che se ne raccomanda prudentemente l’impiego ai soggetti carenti dell’enzima G6PD (ovvero quei soggetti anemici che  hanno la caratteristica genetica, ereditaria nota come “favismo”).

Sia in gravidanza sia in allattamento, il medico dovrà stabilire il suo impiego, limitandolo ai casi d’effettiva necessità e ai dosaggi minimi efficaci.
Per esempio, nel caso di una donna adulta: 500mg per via orale o 1000mg per via rettale, rispettando intervalli di 4-6 ore fra le somministrazioni.

Studi recenti sull’uso del paracetamolo negli ultimi mesi di gravidanza (terzo trimestre) hanno indicato un piccolo aumento di rischio, correlato ad un uso moderato del farmaco (il rischio aumenta nel caso di un uso frequente).

Esaminando i Paesi dove questo farmaco si consuma di più, infatti, i ricercatori hanno notato un aumento di disturbi respiratori negli adulti (dispnea, asma, rinite) e, nei piccoli, malesseri vari come dispnea, rinocongiuntivite allergica ed eczema atopico.

Ciò, in ultima analisi, spinge sempre a consigliare l’assunzione dei farmaci sotto stretto controllo medico, esortando a una certa prudenza nel loro impiego. Ma questa è regola generale di vita, salute e benessere, che non andrebbe mai trascurata, in nessuna stagione della nostra vita.

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