Infezione Coronavirus: effetti in gravidanza e nei bambini 25.02.2020

Le informazioni sul Coronavirus COVID-19 che ha determinato l’epidemia in Cina e i focolati in diverse nazioni del mondo, ci giungono puntuali ad ogni ora.
Il quadro preliminare si delinea sempre più, ma siamo sicuramente molto lontani dall’avere un quadro dettagliato del virus e della sua aggressività.
Riassumiamo le notizie principali riprese dalle fonti ufficiali, con un focus specifico sulla maternità e l’infanzia.

 

Contagi e % mortalità
I contagiati sono 80.289 nella quasi totalità in Cina (77.600), ma l’opinione diffusa è che il dato sia sotto stimato (1), i morti sono 2.704 il 3% dei contagiati.
Nelle restanti nazioni 2689contagi e 41 morti (con prevalenza di viaggiatori dalla Cina o persone in contatto con queste).
In Italia 270 casi prevalentemente in Lombardia e Veneto in aree che sono state definite focolaio dell’infezione.
Il campione di soggetti extra Cina è troppo basso per effettuare una comparazione sulle differenze tra i dati percentuali della mortalità nelle due differenti aree, ma alcune considerazioni oggettive propendono a motivare questa iniziale differenza:
– il servizio assistenziale negli altri paesi è più elevato e in contesti di ordinarietà (la Cina ha grandi difficoltà per l’emergenza dell’evento)
– i soggetti contagiati sono necessariamente dei viaggiatori provenienti dalla Cina, pertanto dei soggetti in condizioni di salute pregresse buone rispetto a una popolazione residente, tant’è che i dati ufficiali, sottolineano che la mortalità è nettamente più elevata nei soggetti con condizioni già precarie di salute.
I dati ufficiali dei contagi è ritenuto sia sottostimato.

 

Caratteristiche dei contagiati
Esiste una prevalenza di soggetti maschi (probabilmente perché maggiormente fumatori) con una preponderanza degli anziani.
Il dato confortante è la minor incidenza di contagio nelle fasce di età più basse, tra le ipotesi è che il coronavirus dia una sintomatologia in età pediatrica più leggera e non diversa dalle sindromi influenzali come dichiara Susanna Esposito, ordinario di pediatria all’Università di Parma e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) (3).
Altresì, l’esistenza di altre forme influenzali determinate da altri coronavirus presenti negli ultimi anni, potrebbero aver contribuito a rafforzare il sistema immunitario delle giovani generazioni.

 

Contagio e infezioni in gravidanza
Non sono ancora disponibili dati epidemiologici statisticamente significativi.
L’unica ricerca scientifica esistente è stata pubblicata su The Lancet (4) ha analizzato i casi di 9 gestanti tutte al terzo trimestre e tutte sottoposte a taglio cesareo. Tutte le pazienti hanno avuto una storia di esposizione epidemiologica a COVID-19. La fascia di età delle pazienti era 26-40 anni e con epoche gestazionali tra la 36a e la 39+4.

Nessuna gestante ha sviluppato una polmonite e con nessun esito infausto.
I nove nati non hanno presentato nessuna ipossia neonatale con punteggi di apgar fisiologici.
La ricerche del virus nel liquido amniotico, nel cavo orale e nei campioni di latte risultarono negativi.
Le caratteristiche della patologia nelle donne gravide è stata ritenuta sovrapponibile a quelle della popolazione generica.

 

Trasmissione al feto in gravidanza
Attualmente non si dispone di alcuna evidenza scientifica, mentre dagli organi di stampa si apprende che la trasmissione del virus in gravidanza dalla madre al feto, si è verificato in caso.
A Wuhan in Cina, il 2 febbraio un nascituro, di cui non si conosce il sesso, nato da madre contagiata (infezione diagnosticata prima dell’inizio del travaglio), è risultato positivo al test effettuato a 30 ore dalla nascita.

 

Trasmissione con l’allattamento
Non vi sono prove che il virus possa essere trasmesso dalla mamma al bambino attraverso il latte materno (3), viceversa è riconosciuto universalmente e scientificamente il valore protettivo dell’allattamento al seno dal punto di vista immunologico e per la promozione della salute del nascituro, pertanto è sempre raccomandato l’allattamento al seno esclusivo e l’inizio del divezzamento solo in età congrue.
Mamme allattate, soprattutto in questo momento!
Un articolo della Leche League riporta ampia bibliografia sui vantaggi dell’allattamento in caso di infezioni di varie eziologia

 

Incubazione
L’incubazione è stimata in 2-14 giorni, in questa fase la carica virale è bassa, pertanto è ridotta la probabilità di contagio nella fase asintomatica. (3)

 

Trasmissione
Il veicolo principale sono le secrezioni orali e gli espettorati.
Un articolo del Lancet (5) del 26.01.2020 ipotizza la possibilità di trasmissione anche con le feci.

La persistenza del virus sulle superfici contaminate riconducibile fino a 9 giorni, notizia circolata nei giorni scorsi, non è corretta perché le ricerche effettuate in passato sono state eseguite su altri ceppi di coronavirus e non sull’attuale.

 

 


 

Indicazioni per la prevenzione dell’Istituto Superiore di Sanità

 

 

Proteggi te stesso
Lavati spesso le mani (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo).
In ambito assistenziale (ad esempio negli ospedali) segui i consigli degli operatori sanitari che forniscono assistenza.
Non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi.

Proteggi gli altri
• Se hai una qualsiasi infezione respiratoria copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto).
• Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso.
• Lavati le mani dopo aver tossito/starnutito.

 

 


 

Come comportarsi in caso di fondato dubbio sulle condizioni di salute?
Il Ministero della salute ha attivato il Numero verde 1500 dove gli operatori valuteranno l’opportunità di far intervenire il 112 disponendo l’invio di un’ambulanza preparata per affrontare gli eventuali rischi infettivi.

 

Evoluzione dell’infezione in Europa
Probabilmente con l’approssimarsi della stagione primaverile, così come è accaduto per infezioni analoghe del passato più lontano o quello prossimo, si assisterà ad un miglior contenimento dell’infezione, soprattutto nel nostro emisfero nord.
Ciò sarà determinato anche dall’individuazione più tempestiva dei contagiati sin dai primi sintomi, venendo meno tutti i casi di influenza stagionale.

La diffusione dell’infezione sarà influenzata dal  “R0″ ovvero il “numero di riproduzione di base” che stabilisce il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente vergine al contatto con l’elemento patogeno emergente.
Questo parametro rileva pertanto la potenziale trasmissibilità della malattia infettiva, elemento determinante per la diffusione del virus, unitamente alla futura disponibilità di rimedi vaccinali.
Nel breve periodo sono attese l’individuazione di combinazioni sempre più efficaci di cure antivirali per i pazienti infetti.

 

Aggiornamento del 25.02.2020 15:00

 

Fonti

 

1) Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica Focolaio di infezione da un nuovo coronavirus (2019-nCoV)

2) Unicef
Coronavirus e rischi per l’infanzia, cosa c’è da sapere

3) Coronavirus nei bambini: cosa fare e a chi rivolgersi in caso di sintomi sospetti

4) The Lancet
Clinical characteristics and intrauterine vertical transmission potential of COVID-19 infection in nine pregnant women: a retrospective review of medical records

5) The Lancet
A familial cluster of pneumonia associated with the 2019 novel coronavirus indicating person-to-person transmission: a study of a family cluster

 

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