La mastite

Tra i problemi a cui vanno incontro le donne che allattano, la mastite è uno di quelli che emerge più frequentemente. In particolare, nelle prime settimane post parto.
Si tratta del processo infiammatorio delle ghiandole del seno (infiammazione che può presentarsi in modo acuto o cronico, specie dopo l’intervento in sede di alcuni batteri o funghi).

Quali i sintomi?
Seno in parte infiammato e gonfio, rosso e sofferente, febbre, stato di malessere genrale.
Perché avviene?

Gli esperti spiegano che la mastite subentra quando i canali del latte (detti “dotti galattofori”) sono tutti o in parte ostruiti, e perdono piccole quantità di latte intorno al tessuto mammario, il quale reagisce infiammandosi localmente.

Quali sono le sue cause più frequenti?
Sotto accusa l’uso di reggiseni troppo stretti; la posizione del lattante e il ritmo delle poppate: dallo scorretto posizionamento del lattante, alla sua difficoltà nel succhiare bene e tutto (frequente nel caso di nati prematuri); dal voler imporre regole rigide alle poppate (il che non solo impedisce al pupo una suzione soddisfacente, ma favorisce il ristagno del latte, impedendone il regolare deflusso), alla presenza fastidiosa di ragadi al capezzolo, che spalancano la porta all’infida penetrazione dei batteri.

È probabile che il medico consigli l’uso di antibiotici, in dosi prolungate oltre la scomparsa dei sintomi (come norma non meno di un paio di settimane) e di analgesici. Intanto sarà opportuno restare a letto, bere molta acqua e allattare con più frequenza, il che non è assolutamente un controsenso.

Infatti, concordano gli esperti, se da una parte il latte non ha problemi di sorta in merito alla trasmissione di infezioni al pupo, dall’altra smettere l’allattamento, con una mastite in atto, potrebbe addirittura far formare un ascesso al seno.

In questo caso limite, possono rendersi necessarie incisione chirurgica e drenaggio, valutando che la stasi e l’ostruzione dei canali del latte devono esser prevenuti  adoperando un tiralatte (è evidente che, a questo punto, l’allattamento viene sospeso fino a totale scomparsa dei sintomi).

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