Minaccia d’aborto

La minaccia d’aborto rappresenta un pericolo per il normale proseguimento della gravidanza.

I sintomi sono simili a quelli dell’aborto, ma sono meno intensi:
Dolore al basso ventre: spesso è assente, se presente è lieve o si presenta come fitte intermittenti simil-colica, corrispondenti alle contrazioni uterine.
Perdite ematiche: sono presenti in scarsa quantità di colore rosso vivo o rosso scuro. La loro abbondanza associata ad un dolore intenso è segno di un distacco dell’embrione già avanzato, quindi con una maggior probabilità di aborto.
Collo dell’utero: nella minaccia d’aborto il collo si conserva chiuso.

È da sottolineare che, poiché il dolore spesso è assente, qualsiasi tipo di perdita ematica dai genitali deve allertare la donna che deve immediatamente rivolgersi ad un pronto soccorso.

Le probabilità di successo nell’impedire l’aborto sono più efficaci,quanto più sono tempestive le cure.
La terapia consiste principalmente:

  • Riposo assoluto a letto
  • Farmaci che riducono la contrattilità dell’utero
  • Eventuale terapia a base di progesterone (riduce l’eccitabilità del muscolo uterino)
  • Astinenza sessuale

Bisogna, poi, ricercare e curare i fattori che hanno provocato la minaccia d’aborto:
Causa ormonale: se vi è una carenza degli ormoni deputati a mantenere la gravidanza, bisogna ristabilire l’equilibrio che si è alterato.
Cause infettive: le infezioni vaginali possono essere causa di minaccia d’aborto e vanno, dunque, diagnosticate, curate e risolte prontamente

Il proseguimento della gravidanza è influenzato dal rigore con il quale sono seguite e rispettate le prescrizioni mediche.

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