Partorire in musica

L’effetto “analgesico” della musica durante il travaglio di parto

Per secoli si è guardato con titubanza all’applicazione della musica in vari campi della medicina nel controllo del dolore.
Solo recentemente la musica come cura è diventata parte integrante di alcuni settori della medicina come ad esempio durante il travaglio di parto per aiutare la futura mamma.

La musicoterapia è quella disciplina volta a utilizzare la musica per migliorare la qualità di vita.
Esistono due modalità: la musicoterapia passiva, che consiste nell’ascoltare un brano musicale e lasciare che agisca a livello inconscio; la musicoterapia attiva, che consiste invece nel creare suoni, ritmi e musica con l’aiuto di strumenti (ad es. tamburellare con le dita un ritmo o canticchiare un pezzo musicale).

La musica è utile al momento del parto.
Partorire a suon di musica costituisce una forma di autoanalgesia: durante l’ascolto il corpo aumenta la produzione di endorfine, sostanze naturali del cervello che attenuano il dolore psicofisico del travaglio.
La musica, inoltre, se scelta con accuratezza (cioè, in base ai gusti musicali della madre e alle reazioni del feto) può rinforzare i ritmi respiratori: l’ascolto di una melodia gradita induce uno stato generale di rilassamento, che aiuta la donna a spostare l’attenzione su una cosa diversa dal travaglio coordinando al meglio la propria respirazione.

Da non sottovalutare poi il potere evocativo: visualizzare alla mente della donna immagini piacevoli (ad es. un paesaggio collegato all’acqua come la riva del mare, la superficie del lago o lo scorrere del fiume) porta a una migliore tranquillità psicofisica, permettendo di ritrovare quell’equilibrio e quella concentrazione utili a limitare il dolore delle contrazioni.

Infine, la musica può indurre un comportamento più rilassato e positivo anche nei medici, nelle infermiere e nelle persone che la gestante ha scelto di avere accanto a sé.
Ma quale motivo scegliere? In sala parto, in genere, si preferisce ascoltare una musica rasserenante come quella classica (I concerti brandeburghesi di Bach o Le quattro stagioni di Vivaldi) o quella new age che, ispirandosi ai suoni presenti in natura è caratterizzata da un ritmo calmante e rilassante. Tuttavia non esistono regole fisse: la scelta dipende dai gusti personali e dallo stato d’animo della donna.

Estratto da: C. Paganotti. PARTORIRE IN MUSICA. dentroCASA, n.111, p.201, Febbraio 2009.

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