Ti racconto il mio parto by Federica

Chiamiamo i suoceri che abitano proprio a fianco per tenere Davide e mentre prendo la valigia sono un po frastornata, mille pensieri mi assalgono: non tanto per il parto, ma rivolti a Davide che dorme beato nel letto in tutto il suo splendore.

Arrivati in ospedale mi fanno la visita: rottura delle membrane con annesso ricovero. Avviso subito i miei genitori che sono in Sardegna (perciò mi sento un po’ sola), comprese le mie sorelle ma, d’altra parte, aspettavamo tutti Gabriele il 01 settembre.

Comunque nessuna contrazione. E la mia paura è quella di rimanere in ospedale per giorni.
Mi danno la stanza e mi metto comoda; mio marito decide verso l’1.00 di notte di tornare a casa: tanto qui si fa lunga, dicono i dottori. E io approvo.

Appena va via non riesco a trovare pace nel letto e nel frattempo parlo con mia sorella tramite “Whatsapp”, visto che era notte, e anche lei mi consiglia di iniziare a camminare. Perciò inizio a passeggiare nel lungo corridoio, perché ero in stanza con altre due ragazze in travaglio attivo.

Non ho sonno, Gabriele si muove, e da lì a poco inizio ad avvertire i classici dolori al basso ventre, leggeri ma si fanno sentire, perciò cammino, cammino e cammino…

Ad un certo punto l’ostetrica che mi vede sofferente mi fa cambiare stanza, mi chiede anche se ho pensieri nella testa e di stare tranquilla un po’.

Trasferisco tutta la mia roba ma… [SEGUE]

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