Ti racconto il mio parto by Federica

Trasferisco tutta la mia roba ma sento che qualcosa inizia a cambiare, monitoro le contrazioni e mi accorgo che scandiscono i 6 minuti: sono le 3.06, 3.12 altra, 3.18… e cosi via, dicendo “non trovo
pace” se non continuando a camminare.

Dopo un po’ mi decido a “disturbare” l’ostetrica, alle prese con altre 2 donne in travaglio, dicendo che mi sento strana;  mi stendo nel letto con attaccato il monitoraggio, non trovo pace e partono le contrazioni, forti a mio parere, ma non tenevo più. Conto ogni quanto venivano: 04.30
chiamo mio marito; penso che sia arrivato dopo 15 minuti, lo sento arrivare ma non lo cerco perché troppo concentrata sulle contrazioni che si fanno sempre più ravvicinate e io sento il bisogno di cambiare posizione.

Ma l’ostetrica mi dice di aspettare che passi la contrazione… contrazione finita e le chiedo sempre di farmi cambiare posizione perché in quella in cui mi trovo non riesco a stare, mi sento
imprigionata al letto, perciò, volente o nolente, mi fa girare.

In quella mi viene da spingere. L’Ostetrica mi controlla e si accorge che a momenti la testa di Gabriele sbuca fuori! Nel giro di un secondo mi ritrovo 6 persone intorno che mi aiutano a salire di peso sulla sedia a rotelle, mentre io sento il bisogno di spingere sempre più.

Nel tragitto stanza-sala parto su quella sedia a rotelle in tutta velocità mi sembra di volare… sento l’aria sul viso e mi sento bene, ma la mia voglia di spingere è irrefrenabile. Vedo mio marito con le lacrime agli occhi che corre dietro di noi, l’ostetrica che mi dice di alzarmi e salire immediatamente sul lettino, da lì a poco partono le spinte, secondo me molto più dolorose che col primo parto (forse è solo una mia impressione) ma  mi sento travolta dalle spinte e non connetto più. Ho sentito più fastidio al passaggio della testolina e anche delle spalle, ma io spingo, e ritorno sulla terra
ferma, ancora un’ultima spinta e Gabriele viene al mondo, alle ore 05.41 del 22 agosto 2019.

Me lo appoggiano sul petto e niente, tutti i dolori svaniscono, lui è caldo, con la vernice caseosa sparsa su tutto il corpo.

Lo annuso e lo bacio. Quella vernice ha un profumo meraviglioso e sembra burro che, probabilmente, al contatto con la mia pelle cambia aspetto, diventa più dura, le mie mani diventano morbide, un tutt’uno con il corpicino profumoso di Gabriele.

Lo guardo, lo annuso, i nostri sguardi si intrecciano e niente, io mi sciolgo alla vista di quel musino bello.

È stata una grande emozione. I dolori passano in fretta e ti senti catapultata nel mondo. Dove prima pensavi: “chissà quanto tempo ci metterà Gabriele per venire al mondo” e poi te lo trovi lì sul tuo
petto.

Non nego che questo mio secondo parto sia stato uguale al primo: dicono che il corpo di una donna ricorda e infatti la ripresa mi accorgo che è più lunga; l’adrenalina non manca, infatti appena mi riportano in stanza alle ore 7.30 non riesco a prendere sonno.

Gabriele intanto è stato messo in incubatrice per prassi. Poi me lo riportano, in tutto il
suo splendore.

Bello e profumato, con quei piedini piccini. Ma la cosa più bella è stato l’arrivo del suo fratello maggiore, Davide, la mia prima meraviglia di anni 3.

Mi accorgo però che vedendo quelle due meraviglie li insieme, il mio cuore si riempie di gioia e io non capisco più nulla. Davide è bellissimo e mi sembra già cresciuto, nonostante sia stata senza di lui
una notte.

Sarà l’inizio di una meravigliosa vita a 4.
Vi amo
La vostra mamma

Federica

 

 

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