Il ruolo dei FANS sulla fertilità

Unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam eaque ipsa.I risultati di una recente ricerca presentata a Roma da un gruppo di reumatologi e farmacologi iracheni riportano a galla il ruolo che l’uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) può avere rispetto alla fertilità. Nello specifico, i FANS hanno dimostrato di inibire l’ovulazione e ridurre i livelli di progesterone nelle donne giovani, e questo potrebbe minare seriamente la loro fertilità.

 

“Sostengo questo concetto relativamente tardi, perché molti altri nel tempo hanno detto la stessa cosa: i FANS – che sono ampiamente usati e possono essere acquistati senza prescrizione medica – interferiscono con la maturazione e la rottura del follicolo ovarico, così che le donne che li stanno assumendo non rilasciano l’ovulo da fecondare”, ha spiegato il Dott. Sami Salman, dell’Università di Baghdad.

 

I risultati dello studio del Dott. Salman e collaboratori sono stati da lui presentati in occasione dell’European League Against Rheumatism Congress del 2015.
I ricercatori hanno considerato un campione di 39 donne in età fertile, seguite presso una clinica reumatologica di Baghdad in quanto affette da mal di schiena.

 

Per effettuare lo studio, le donne sono state casualmente assegnate a uno dei quattro regimi di trattamento: diclofenac 100 mg/die, naprossene 500 mg due volte al giorno, etoricoxib 90 mg/die, o placebo. Prima di iniziare il trattamento, ciascuna di loro ha ricevuto un’ecografia atta a valutare il diametro del follicolo dominante, le dimensioni dell’ovaio e lo spessore endometriale.

 

Nel corso della ricerca sono stati inoltre misurati i livelli ematici di progesterone, ormone la cui secrezione risente dell’azione dei FANS ma che è essenziale ai fini dell’ovulazione e dell’impianto dell’ovulo fecondato.
Il Dott. Salman ha poi specificato che i diversi trattamenti sono stati avviati a partire dal 10° giorno del ciclo della donna, al fine di essere certi che vi fosse un follicolo in via di maturazione.

 

Dopo 10 giorni di terapia le donne sono state sottoposte ad una seconda ecografia: i risultati hanno rivelato che il follicolo dominante non è scoppiato nel 75% delle donne che avevano assunto Diclofenac, nel 25% di coloro che avevano assunto Naprossene, nel 33% di chi aveva ricevuto Etoricoxib e nello 0% delle pazienti assegnate al gruppo di controllo (placebo).

 

“Nelle donne che assumevano Diclofenac, l’ovulazione è stata ridotta al 93%, mentre per entrambi Naprossene ed Etoricoxib l’ovulazione è stata ridotta di circa il 75%. Questa è stata davvero una scoperta impressionante”, ha dichiarato Salman, che ha inoltre aggiunto “anche se questo processo è reversibile, una donna che desidera rimanere incinta dovrebbe sospendere l’assunzione di FANS.

 

Dopo 10 giorni di utilizzo continuativo dei FANS, c’è stata una significativa diminuzione del progesterone; l’assunzione dei FANS ha anche avuto un effetto sul follicolo dominante; i follicoli persistenti erano più comuni nel gruppo diclofenac rispetto al gruppo naprossene (12 vs 4), mentre il numero delle cisti è risultato simile nei tre gruppi (3 vs 5 vs 6). “Questo significa che in tutti i gruppi di trattamento, circa un terzo delle pazienti ha sviluppato una cisti funzionale grazie al follicolo non rotto,” ha spiegato il dottor Salman.

 

Circa la metà delle donne sono tornate in clinica il mese successivo per la valutazione dell’ovulazione. Dopo l’interruzione dei FANS, tutte le donne “hanno ovulato normalmente durante il ciclo successivo”, ha riferito il ricercatore. “Questo ci ha convinto che gli effetti anovulatori dei FANS sono reversibili. Tuttavia, questi risultati evidenziano gli effetti collaterali che i FANS possono avere sulla fertilità, e potrebbero anche aprire la porta per la ricerca sulla nuova contraccezione d’emergenza con un profilo di sicurezza più favorevole di quella attualmente in uso”, ha aggiunto.

 

Lo studio è stato eseguito da reumatologi per una serie di ragioni, ha affermato Philip Conaghan, dell’Università di Leeds nel Regno Unito : “in primo luogo, questo ci ricorda che dobbiamo essere informati circa gli effetti collaterali non comuni dei farmaci che usiamo spesso”.

 

In secondo luogo, il Dott. Conaghan ha avuto modo di notare che, anche se il maggior uso di FANS avviene nella fascia di età post-menopausa, i reumatologi stano assistendo ad un fenomeno che porta ad un crescente ricorso di questi farmaci da parte di donne più giovani – con malattie infiammatorie – per le quali la fertilità è spesso un problema.

 

Conaghan ha quindi dichiarato che questo lavoro è un monito, che aiuta a considerare il ruolo e la tempistica dell’assunzione dei FANS in questa tipologia di donne.

 

Nonostante quanto emerso possa essere “d’impatto”, è bene ricordare che gli effetti dei FANS sull’ovulazione sono da tempo noti, tanto che vengono riportati all’interno dei foglietti illustrativi dei farmaci stessi; non c’è quindi ragione di allarmarsi rispetto a questi risultati, anche in virtù del fatto che il campione di donne prese in considerazione dai ricercatori è stato molto piccolo e, di conseguenza, i risultati rispetti ai rischi non sono generalizzabili.

 

Ostetrica Lucia Cappelletti

 

Link alla fonte:

http://www.medscape.com/viewarticle/846552#vp_1

 

 

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>