Un parto senza dolore

Nel 2007, presso l’Istituto Clinico “Città di Brescia” oltre il 40% delle gravide ha scelto il parto indolore.

L’analgesia epidurale o peridurale è la tecnica anestesiologica del parto più diffusa al mondo, e consiste nella somministrazione di farmaci analgesici, tramite un piccolo catetere di nylon, inserito a livello della colonna vertebrale, in sede lombare.
Il risultato è di controllare efficacemente il dolore del travaglio di parto, lasciando inalterate le altre sensibilità: le contrazioni uterine continueranno ad essere percepite, ma non saranno dolorose, la donna non si sentirà immobilizzata e non dovrà stare a letto durante il travaglio. L’analgesia epidurale, infatti, consente alla partoriente di muoversi e di camminare liberamente (walking epidural).
L’analgesia può essere eseguita, a condizione che il travaglio sia iniziato, di solito quando la dilatazione del collo dell’utero abbia raggiunto almeno 3-4 cm. Le contrazioni uterine appariranno meno dolorose, dopo 15-20 minuti, fino ad essere percepite solo come una sensazione di pressione, con un successo nel 90% dei casi.
La tecnica non è dolorosa, perché è preceduta da un’anestesia locale nella sede d’introduzione del cateterino. Il suo posizionamento e l’infusione di farmaci analgesici non causano alterazioni al nascituro, anzi l’epidurale favorisce l’aumento del flusso di sangue alla placenta permettendo una migliore ossigenazione del feto. L’analgesia, infine, non incide sulle varie fasi del travaglio, ma lascia che il parto avvenga in modo completamente “normale”.
A contribuire alla gran richiesta del parto indolore è la presenza di scarse complicanze e rare controindicazioni. La probabilità di una perforazione accidentalmente della dura madre (membrana che protegge il midollo spinale), con possibile comparsa di un fastidioso mal di testa, è meno dell’uno per cento e non deve spaventare: scompare nel giro di 48 ore con il riposo a letto, l’adeguata idratazione (utile bere caffè e tè) e con l’aiuto dei comuni analgesici orali. Altri rari effetti indesiderati possibili sono un calo di pressione arteriosa, un dolore nel punto d’iniezione e una certa difficoltà ad urinare nel postpartum.
Le controindicazioni sono poche, ma tassative: malattie della coagulazione del sangue, uso di farmaci anticoagulanti, infezioni cutanee nel punto d’introduzione del cateterino epidurale e alcune patologie della colonna vertebrale.

Estratto da: C. Paganotti. UN PARTO SENZA DOLORE. dentroCASA, n.103, p.198, Giugno 2008.

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