Indagine sui fattori di rischio per la violenza sessuale

I media denunciano ormai con frequenza quasi giornaliera episodi di cronaca aventi per oggetto la violenza sessuale nei confronti delle donne.

 

La prevalenza di questi drammatici eventi ha da tempo raggiunto livelli allarmanti e oggi varia dal 7 al 22%. In considerazione dell’attuale tendenza, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la necessità di considerare la violenza sessuale come un importante problema di salute pubblica.
Di qui, deriva la necessità di approfondirne le dinamiche scatenanti, che devono essere riconosciute ed affrontate allo scopo di identificare le opportune strategie preventive.

 

In uno studio danese recentemente pubblicato sulla rivista An International Journal of Obstetrics and Gynaecology (BJOG) i ricercatori hanno individuato alcuni dei principali fattori di rischio per la violenza sessuale, ottenendo risultati coerenti con quanto espresso in letteratura scientifica.

 

Nel campione sono state incluse 2.541 donne, afferite al centro specializzato per le vittime di violenza sessuale di Copenaghen o per violenza sessuale o per tentato abuso sessuale tra il marzo del 2001 e il dicembre del 2010.

 

L’obiettivo della ricerca è stato quello di fornire un profilo sia delle vittime che delle circostanze in cui si sono verificate le aggressioni, allo scopo di intravederne le possibili cause e sviluppare le misure di prevenzione più opportune.

 

Dall’analisi dei dati è emerso che, al momento della violenza, il 66% delle donne del campione apparteneva ad una fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni e circa il 75% di loro aveva già conosciuto in precedenza l’autore del reato; infatti, in quasi il 50% degli episodi indagati, l’assalitore è stato il fidanzato o un ex partner, un membro della propria famiglia oppure qualcuno che veniva considerato un amico.
L’età della donna ed il suo legame con lo stupratore sono quindi elementi che influiscono sulle specifiche caratteristiche d’assalto.

 

Un dato altro rilevante consiste nel fatto che circa il 40% delle vittime, prima di subire la violenza, aveva consumato almeno cinque drinks, esponendosi con più facilità al rischio di aggressioni esterne. Con riferimento a tale specifica circostanza, l’analisi dei dati ha dimostrato che la violenza è stata più spesso commessa ad opera di un estraneo o di una persona conosciuta entro le 24 ore precedenti l’abuso; inoltre, il 33% delle vittime era già stata protagonista di pregresse violenze sessuali.

 

Il consumo di alcol, soprattutto se associato alla giovane età, rende la donna più vulnerabile in quanto riduce la percezione del pericolo, la capacità di concentrazione e controllo, aumenta la disinibizione ed altera i riflessi.

 

I risultati dell’indagine rivelano anche che il 10,8% delle donne del campione ha dichiarato di sospettare di aver involontariamente assunto la droga da stupro.

 

Secondo le statistiche, le donne che non conoscevano il proprio aggressore si sono rivelate più propense a denunciare l’accaduto alla polizia piuttosto che chiudersi in un pericoloso silenzio, foriero di pesanti disagi psicologici; è risaputo infatti che molte donne sono restìe al ricorso alla polizia per paura di pesanti ripercussioni o di reiterazioni del reato, soprattutto quando si tratta di violenza domestica.

 

Individuare i fattori di rischio per la violenza sessuale è fondamentale non solo per prevenire le aggressioni, ma anche per migliorare gli interventi che è possibile offrire alle vittime.

 

Altrettanto importante è anche portare all’attenzione delle donne, degli operatori sanitari, delle istituzioni e della polizia che sempre più spesso viene messo in discussione lo stereotipo del tipico attacco violento da parte di uno sconosciuto. La maggior parte aggressioni sessuali sono perpetrate da qualcuno noto alla donna, spesso in un ambiente familiare: la presenza di un ambiente sicuro, nel quale le donne non siano riluttanti a chiedere aiuto, è il primo passo da muovere per cambiare gli atteggiamenti generali nei confronti del fenomeno della violenza sessuale.

 

Ostetrica Lucia Cappelletti

 

Link alle fonti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25315463
http://www.bjog.org/details/news/6845321/New_study_identifies_risk_factors_for_sexual_assault_including_age_and_alcohol_c.html

 

 

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