Ti racconto il mio parto by mamma Giada

Era un martedì di giugno, sembrava una giornata come un’altra. Al pomeriggio andiamo a firmare la cessione della nuova attività; la sera sapevamo che saremmo stati a casa tranquilli, rientriamo alle sette.

Vado in bagno e noto che ho perso il tappo. Senza allarmarmi proseguo la serata tranquilla, non ho dolori (per il momento).
Alle dieci e mezza vado a letto, ma all’una mi sveglio con un dolore simile a quello del ciclo. Capisco che sono piccole contrazioni e inizio a contare… Mi accorgo che piano piano si stanno avvicinando.

Arrivano le 3:00 di notte. Vado nella stanza accanto dove dorme mio marito, mi sdraio vicino a lui e gli dico che ho tante contrazioni; lui cerca di massaggiarmi ma è inutile. Ad un certo punto mi rendo conto che se mi muovo faccio la pipì, quindi lui corre a prendere una traversa e come per magia inizio a perdere il liquido amniotico.
Ci prepariamo e andiamo in ospedale.
Arrivati lì, mi fanno il tracciato: risultano poche contrazioni e non quelle giuste.
Decidono di visitarmi: sono dilatata. Nello stesso tempo mi fanno anche uno stick per vedere se è liquido quello che esce: risulta positivo e quindi mi ricoverano.

Un’ostetrica meravigliosa mi consiglia di fare un po’ di scale, allora io e mio marito iniziamo ad andare su e giù. Giusto il tempo di tornare che si fanno le dieci e qualcosa. Mi dicono allora di andare in sala parto (mi sarebbe piaciuto stare nella vasca).
Entro in vasca, ma purtroppo si ferma tutto: la rottura del sacco era alta, quindi decidono di romperlo. Dopo dieci minuti non accade nulla, quindi inizio con la flebo di ossitocina, che fa partire le vere contrazioni.
A un certo punto sento di dover spingere.
Mio marito è dietro di me che mi incoraggia e, nonostante un dolore atroce, con cinque spinte alle 15:51 nasce Francesco, 3420 g per 48.5 cm di puro amore. Ancora adesso ho addosso la sensazione provata quando me l’hanno messo sul petto: un’emozione meravigliosa!

Giada

 

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Redazione

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