Diastasi Addominale

“Auguri! Aspetti di nuovo?”

“Veramente non sono incinta…”

E pensi che forse quella maglia ti fascia troppo la pancia, e i pantaloni ti stringono troppo in vita, che se mangi un pezzo di pizza in più poi ti gonfi… eppure stamattina avevi una pancia così piatta davanti allo specchio…

 

Quante volte ci siamo sentite fare quella domanda, o ci siamo viste fare la “fisarmonica” durante la giornata cercando di limitarci nel mangiare altrimenti la sera arriviamo con una bella pancia gonfia!

 

Ma molte donne, mamme, che continuano a colpevolizzarsi per quell’addome così prominente nonostante diete, palestra, e ricerche per intolleranze alimentari, non sanno che in realtà quell’addome gonfio ha un nome: diastasi addominale.

 

Il nostro addome è sostenuto dai muscoli antero-laterali dell’addome che sono rappresentati da due muscoli lunghi, posti anteriormente, che sono il muscolo retto dell’addome ed il muscolo piramidale; da tre muscoli larghi, che sono il muscolo obliquo esterno dell’addome, obliquo interno e il muscolo trascorso dell’addome.

 

Questi ultimi sono tre lamine muscolo-aponevrotiche (aponevrosi è una sottile fascia che ricopre il muscolo e si continua sul tendine per assicurare in maniera ancora più accurata l’inserzione del muscolo sull’osso) messe in piani sovrapposti dalla superficie alla profondità, le quali dall’ indietro si estendono in avanti fino alla linea mediana dove costituiscono la linea alba, fascia aponevrotica che dal processo xifoideo dello sterno si porta alla sinfisi pubica.

 

Il retto dell’ addome è sia destro che sinistro, è un muscolo che oltre a comprimere i visceri aiuta durante l’espirazione; il muscolo piramidale ha un’azione di tensione sulla linea Alba; il muscolo obliquo esterno oltre a comprimere i visceri e ad aiutare nella espirazione, serve anche ad inclinare la colonna vertebrale dallo stesso lato e ruotare  il torace dal lato opposto; il muscolo obliquo interno oltre ad essere un muscolo espiratore come gli altri serve ad inclinare e ruotare il tronco dallo stesso lato; il muscolo trasverso comprime i visceri entrando in azione, unitamente agli altri muscoli larghi, nell’emissione dell’urina,delle feci e nel parto.

 

Durante la gravidanza il corpo della donna si trasforma radicalmente per accogliere una nuova vita,affrontando una vera e propria metamorfosi assoggettandosi alle necessità del nascituro;basti pensare a come viene compressa la vescica,a come si posizionano stomaco e fegato.

 

E per dare spazio alla vita che cresce la muscolatura deve forzatamente aprirsi, allungarsi, stirarsi e cambiare posizione.

 

Durante la gravidanza le due metà dell’addome si dividono naturalmente per fare spazio all’utero che cresce;tale situazione regredisce di solito spontaneamente dopo circa 6 mesi dal parto. Ma nel circa il 30% delle donne questa situazione rimane tale anche dopo procurando diversi disagi fisici ed estetici.

 

La linea alba durante la gestazione è soggetta ad una notevole pressione a causa della crescita fetale, e questo porta ad un suo allentarsi, sfilacciarsi. Ad oggi non ci sono delle caratteristiche che unificano più o meno tutte le mamme con diastasi.

 

Sappiamo che tendenzialmente caratteristiche simili sono in donne con:

  • gravidanza gemellare
  • gravidanze in età superiore ai 35 anni
  • feti con peso elevato
  • precedenti gravidanze.

 

Il risultato è in definitiva per tutte lo stesso:

un addome prominente,che cambia dimensione nell’arco della giornata (la mattina più piatto e la sera decisamente più gonfio).

Non compiendo più la sua funzione di contenzione,gli organi interni premono su una muscolatura lassa,incuneandosi nella linea mediana formando una fastidiosa “pinna” centrale che può seguire tutta la lunghezza da sterno a pube e che può procurare anche delle ernie.

 

Oltre a questo fastidioso problema estetico, la cosa da evidenziare è che la patologia porta ad una importante sintomatologia funzionale come incontinenza, nausea, dolori lombari, difficoltà respiratorie e digestione.

 

La debolezza della muscolatura addominale fa sì che ci sia un’inclinazione pelvica anteriore o una deviazione anteriore del bacino in rapporto al torace e agli arti inferiori,aumentando così la lordosi lombare.

Questo scompenso è causa di dolori lombari,sciatalgie,aumento di pressione su protrusioni o ernie lombari già presenti, scompensi posturali.

 

 

Durante la gestazione è possibile limitare la possibilità di una diastasi attraverso l’utilizzo di fasce di contenzione, correggere la postura in stazione eretta, da sedute mantenere schiena dritta e piedi ben appoggiati a terra, effettuare esercizi di rinforzo del pavimento pelvico.

 

La valutazione della diastasi addominale,può essere facilmente fatta anche da sole!

  • Posizionatevi supine con le ginocchia flesse e la pianta dei piedi ben poggiata;
  • ponete una mano dietro la testa e l altra a dita tese perpendicolare rispetto alla linea mediana all’altezza dell’ombelico;
  • si effettua una leggera pressione per far sprofondare le dita nell’addome e si fa una contrazione con gli addominali (il classico “crunch”) fino a sentire la morsa degli stessi sulla mano;
  • la misura si prende ad addome rilassato

 

Si parla di diastasi patologica quando la separazione dei retti è di almeno 3 dita e quindi circa 2,5-3 cm.
Nel sito Diastasi Italia Official Group, il primo ad occuparsi esclusivamente di diastasi, è possibile trovare video esplicativi su come effettuare facilmente autovalutazione.

 

Se l’autovalutazione ha dato esito positivo è quindi consigliabile effettuare una ecografia o ancor meglio una risonanza magnetica per avere la quasi certezza dell’entità della diastasi.

 

Se risulta una diastasi lieve e quindi circa fisiologica (fino a 3cm) si possono ottenere risultati anche risolutivi grazie all’aiuto di figure professionali competenti (fisioterapisti,ostetriche) che indirizzano ad esercizi di rinforzo mirato per i muscoli trasversi ed obliqui,riabilitazione del pavimento pelvico,ginnastica posturale ed ipopressiva.

 

Se risulta invece una diastasi medio/grave, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico che avviene con la plicatura dei retti e la conseguente addominoplastica per la pelle in eccesso. Questo perché nelle forme più gravi la ginnastica in tutte le sue forme mirate al recupero della parete addominale e pelvica,una volta interrotta tornerà purtroppo della dimensione precedente. Un elastico tirato allo stremo non tornerà mai della sua lunghezza originaria.

 

Claudia Fabretti, fisioterapista e osteopata, mamma diastasata di due splendide figlie, moderatrice del gruppo Diastasi Italia.

Claudiafabretti@yahoo.it

 

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>