Placenta previa e placenta accreta: scopriamo di cosa si tratta ▼

Placenta previa e accreta, i fattori di rischio:

  • l’età della madre superiore ai 35 anni,
  • precedenti interventi chirurgici all’utero (incluse precedenti gravidanze, specie se con taglio cesareo),
  • gravidanze multiple
  • fumo di sigaretta.

 

Entrambe queste condizioni erano considerate rare fino a qualche anno fa, poi si è registrato un consistente aumento, probabilmente da mettere in relazione diretta con l’aumento dei parti con taglio cesareo.

Si tratta di due situazioni potenzialmente rischiose, che possono portare ad emorragie durante il parto, ma anche a conseguenze più gravi come l’isterectomia e, nei casi più estremi, anche alla morte della madre, del feto o di entrambi.

Occorre dunque giungere ad una diagnosi di aderenza placentare prima del terzo trimestre di gravidanza, onde evitare di riconoscerla al momento del parto.

Per arrivare ad una diagnosi nei tempi  utili, l’esame più indicato è l’ecografia trans-vaginale; se la diagnosi venisse poi confermata, è bene predisporre il parto con un team attrezzato per le emergenze, che unisca un chirurgo pelvico, un neonatologo, un urologo e un radiologo interventista, non senza aver allertato il centro trasfusionale.

Insomma, abbiano compreso che sia la placenta previa, sia la placenta accreta sono condizioni molto serie,  ma se diagnosticate possono essere gestite in modo da evitare rischi alla mamma e al nascituro.

 

Fonti

Aogoi: Placenta Previa Accreta – Rivista di Ostetricia, Ginecologia, Medicina Prenatale vol. 1, 2014

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